Padova, ladri di cruscotti sulle auto di lusso

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Elettronica d’oro: spariscono i comandi integrati e i navigatori. Danni per 15-20 mila euro a vettura, già decine di casi

PaDOVA. Tra gli anni ’80 e i ’90 è capitato a molti, quasi a tutti: aprire l’auto – o trovarla già aperta – e sedersi davanti a un mazzo di fili penzolanti. L’autoradio, compatta o con frontalino estraibile, era stata portata via dal cruscotto, senza grossi danni.

L’evoluzione di quel “furto in auto” – che colpiva prevalentemente le utilitarie – si abbatte da qualche tempo sui proprietari di auto di lusso.

A Padova e dintorni sono soprattutto le Bmw, ma anche le Mercedes e le Audi non possono essere considerate al sicuro. Disattivato l’allarme con un sistema elettronico piuttosto diffuso, i ladri smontano l’intero “cervello” della vettura: navigatore, comandi integrati, comando drive. In pratica tutta l’elettronica di bordo. Al conducente restano il volante e la leva del cambio, il resto è un vuoto nel cruscotto, sono fili sospesi, alloggiamenti sguarniti, plastiche sbeccate.

È un furto che pesa per 15-20 mila euro, raramente di meno. E che le assicurazioni non riconoscono come tentato furto dell’auto, né come vandalismo. Si tratta – appunto – di “furto in auto” e chi non ha una copertura totale, deve sborsare cifre da capogiro.

Il fenomeno non è proprio nuovissimo. Tra il 2010 e il 2011 c’erano state avvisaglie. Poi però le case produttrici erano corse ai ripari bloccando il mercato dei pezzi di ricambio con codici identificativi che rendevano – e rendono ancora – impossibile riutilizzare i pezzi rubati. Ma oggi i pezzi rubati finiscono dritti su mercati all’estero, soprattutto nell’Est Europa, o su internet.

Chi mette a segno i furti, ha già una lista di acquirenti. E il montaggio non è un problema, così come non lo è la fase di “asporto” dei pezzi. I ladri sono abilissimi, quasi più dei meccanici delle case produttrici. In meno di un quarto d’ora fanno un lavoro pulito.

I numeri sono impressionanti. «Solo due settimane fa avevamo nove auto in riparazione per lo stesso tipo di furto», raccontano dall’officina di Ceccato Motors, punto di riferimento per le Bmw del Padovano. «I proprietari sono tutti di questa zona: uno dell’Arcella, due di Ponte San Nicolò, uno di Battaglia, uno di Abano, gli altri tutti di Padova centro».

I ladri sfruttano il rilevamento satellitare per rintracciare le auto durante la notte. E come in una caccia ai Pokemon, trovano rapidamente le X5 e le X6, ma anche le serie 3, 4 e 5. Aprirle è un attimo: il tempo di spaccare il cristallo sul lato del conducente. Svuotarle, come detto, non è un problema, data l’alta professionalità dei ladri.

Nel nord Italia i furti non si contano più. A Milano ci sono aziende che si sono dotate di vigilanza per difendere le auto. Le stesse concessionarie e le agenzie di noleggio sono state colpite in più occasioni. Su Facebook si trovano racconti di proprietari di Bmw che sono già stati derubati tre volte. Minacciano di cambiare brand, se non si troverà una difesa efficace. Che per adesso non c’è.

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